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    Associazione dei Vinchiaturesi in Argentina

    Gli Italiani , nel Brasile, sono arrivati quando hanno liberato gli schiavi. Agenti brasiliani pagavano il viaggio a chi volesse raggiungere quelle terre e inizialmente reclutarono le persone in Veneto, Friuli, Lombardia.

    Lo Stato italiano le lasciava partire con il passaporto rosso che le obbligava a non tornare più. In Argentina, alla fine del secolo XIX, l'80% dei proprietari di industrie era straniero. Il peso economico degli italiani, pari al 35% del prodotto nazionale lordo brasiliano e l'83% del prodotto lordo totale dell'Argentina, non è da poco.

    Dei Vinchiaturesi residenti in Brasile si hanno già notizie intorno al 1850. Le sorelle Carolina e Teresa Di Iorio, l'una del 1863 e l'altra del 1851, restarono vedove l'una di Chiatto Nicola nel 1892 ad Apialus S.Paolo e l'altra di Baratta Francesco nel 1888 a Botucotù. Si riscontrano nomi di donne presenti nel Brasile nel 1903 ed eliminate dal registro anagrafico del paese nel 1920.

    Tra il 1919 e il 1938 lasciarono Vinchiaturo circa un centinaio di persone, con un picco negli anni '23, '24 e '27, quando partirono circa cinquanta unità, mentre nessuno poté lasciare l'Italia negli anni '34/'37 per le note ragioni legate alle guerre coloniali ed al Fascismo stesso.

    Nel 1991, a San Paolo, fu costituita l'Associazione culturale del Molise in Brasile e il 1992, per volontà di Pier Paolo Iaizzo, vide la nascita dell'Associazione Vinchiaturesi in Argentina, A.V.A.

    Molte furono le difficoltà visto che i Vinchiaturesi, numerosi in America latina, erano in verità sparsi ovunque. Risaliva agli anni Sessanta un loro unico incontro per celebrare la festa di S. Bernardino per il quale, a Florencio Varela, 50 chilometri da Buenos Aires, nei primi anni Cinquanta ci fu qualche occasionale festeggiamento.

    Nel 1958, grazie all'iniziativa di Giovanni Santangelo, si avviò la celebrazione della festa. Fu costituita la commissione da Francesco Colagiovanni, Bernardino Pietrangelo, Carmelo D'Amato, Giovanni D'Amato, Francesco Petosa, Giiuseppe Matteo, Angelo Santangelo.

    Nell'anno 1962 avvenne l'ultima festa e, dopo, la statua fu messa in un deposito. Nel 1987 fu recuperata, restaurata e posta "en la Iglesia Nuestra Senora del Carmen".

    Tra aprile e maggio del 1992, Pier Paolo Iaizzo, aiutato da persone suggeritegli dal padre Gaetano, riuscì a censire circa 500 tra nativi e discendenti e riuscì a coinvolgere anche suoi amici. I luoghi di maggiore aggregazione dei Vinchiaturesi erano Florencio Varela, Pacheco, El Talar e nella zona nord San Isidro, San Martin, San Miguel, Vicente Lòpez. I primi collaboratori furono Giovanni Iammatteo, Carmine Baratta, Giovanni Baratta di Mar del Plata, Maria Barone, Pietro Varriano, Cristina Varriano di Florencio Varela. Dal censimento veniva fuori un quadro significativo di presenze, costituite da 180 famiglie per lo più numerose, con quattro o più figli, dai ben noti cognomi: Pistilli, Colagiovanni, D'Amato, Patronelli, Lombardi, Primiani, Barone Venditti, Colacchio, Pietrangelo, Iaizzo, Iammatteo, Spensieri, Petosa, Matteo, Paolo, Presutti,

    L'Associazione si propose tre obiettivi fondamentali: l'unione dei Vinchiaturesi, prestare mutua protezione, promuovere attività di aggregazione tra i Vinchiaturesi per preservare e rafforzare l'identità culturale. Il direttivo, alla cui guida fu posto Gaetano Iaizzo, avviò corrispondenza, scambi con le altre associazioni dei Vinchiaturesi presenti a New York, Montreal e Toronto e aderì alla federazione URAMA, da cui in seguito si distaccò.

    Ogni anno il direttivo stabilisce il calendario delle attività e due sono le occasioni di incontro generale: a maggio per la festa del patrono ed a fine anno per darsi gli auguri di buon nuovo anno.

    Nel 1994 l'Associazione ha ricevuto, in visita ufficiale, i rappresentanti dell'assessorato per l'emigrazione della regione Molise, le comitive delle associazioni dei Vinchiaturesi di Montreal e New York.

    Nel quarto anniversario della fondazione dell'Associazione, il presidente Gaetano Iaizzo si è sentito orgoglioso dei successi ottenuti e delle prospettive sempre più ampie, quali l'adesione dell'AVA alla Regione Molise. Il giornale, AVA, accompagna la vita dell'Associazione e riporta non solo le notizie relative alle attività programmate o realizzate ma anche quelle sul paese natio con particolare occhio allo sviluppo economico. Accompagna passo passo la vita dell'Associazione stessa.

    Nel 2002 è venuto a mancare il presidente Iaizzo e l'Associazione ha designato Cristina Varriano, già vice-presidente, nuova guida dell'A.V.A.

    (testi di Giuliana Bagnoli)

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